Zaha Hadid TOP 15

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Per Dame Zaha Hadid l’unico limite alla sua fantasia era…nessun limite! Maestra della forma tesa e sinuosa, delle superfici extra-cartesiane continue, amante della scorrevole mutevolezza della natura, trasferiva nel cemento e nell’acciaio tutto il dinamismo del suo spirito inquieto ed eroico. Nonostante le diverse critiche,  per certi aspetti anche legittime, mosse ad alcune suo opere è innegabile ed incontestabile la caratura stilistica e visionaria della compianta Dame Architetto, come amava essere chiamata.

  • La Matematica è il linguaggio Universale. Infatti la Zaha era un Architetto particolare. Era in realtà un Matematico prestato all’architettura. Nata in una famiglia benestante della Baghdad “pre Saddam Hussein” la giovane Zaha si laurea in Matematica presso L’American University di Beirut (Libano).
  • Disegna La scenografia dello spettacolo Mountagne: the nightlife tour. Si tratta della scenografia fissa di uno spettacolo musicale molto complesso e visionario nato dalla mente del gruppo Pet Shop Boys, nel quale le forme sensuali progettate dalla Hadid s’innestano perfettamente con l’incedere dell’opera. (link al video)
  • Prima Donna a vincere il Pritzker…La seconda è stata Kazuyo. Il “Premio Oscar” dell’Architettura è stato il suo grande traguardo. Nel 2004 all’età di 54 anni è stata insignita della celebre onorificenza alla Carriera, prima di lei riservata esclusivamente a colleghi “uomini”. La Hadid ha inotre ricevuto nel 2009 il Premio Imperiale (Premio mondiale per la cultura in memoria di Sua Maestà Imperiale il principe Takamatsu) ed il Premio Stirling nel 2010 per il MAXXI di Roma e nel 2011 per la Evelyn Grace Academy di Londra.  Dopo di lei il Premio Pritzker sarà assegnato ad una sola Grande Donna Architetto, la giapponese Kazuyo Sejima.
  • Rem…faccio le scarpe a tuo nipote.  Zaha Hadid era portatrice sana di un multiforme talento compositivo e progettuale. Con la sua visione dinamica ed elegante ha contribuito alla realizzazione della linea di calzature NOVA SHOE, insieme al Designer Rem D. Koolhaas, nipote ed omonimo del celeberrimo Architetto Olandese.
  • Rem…o me lo dai o me ne vado. La collaborazione con la famiglia Koolhaas ha le sue radici nel passato. Infatti nel 1977 la Hadid, dopo un’animata discussione con il titolare (ed amico) dell’ OMA, divenne socio dell’ Office of Metropolitan Architecture, che abbandonò nel 1980 per fondare a Londra lo Zaha Hadid Architects, atelier tutt’oggi attivo e guidato dal suo fido collaboratore Patrik Shumacher.
  • Lacoste, Chanel, Louis Vuitton e…  La matita di Zaha Hadid ha ri-disegnato anche il mondo della moda; infatti sono celebri le sue collaborazioni con fashion houses di specchiata fama come Louis Vuitton, per la quale ha realizzato la LV Bucket Bag. Come sono memorabili (ma forse un po’ scomode) le calzature da lei realizzate per Lacoste, così come la Peekaboo bag disegnata per Fendi. Oltre ad aver progettato il padiglione Mobile Art di Chanel ( che attualmente trova la sua sede permanente di fronte al Centre culturel du monde Arabe a Parigi, progettato da Jean Nouvel) la Hadid ha persino collaborato con Adidas e Pharrell Williams (!!!) per ri-disegnare le famosissime sneakers Superstar.
  • Eredita il Trono di Kenzo Tange. Nel 1994, infatti, ha insegnato alla Graduate School of Design dell’Università di Harvard, occupando la cattedra che fu di Kenzo Tange. Prima, nel 1986, si era avvicinata alla GSD come Design Critic in Architecture. Il suo ultimo discorso alla GSD è stato nel 2013
  • Sono una donna normale…chi non ha un patrimonio di 80 milioni di euro (di immobili e titoli)? Che dire…un patrimonio di tutto rispetto, alla faccia di chi pensa ancora che facendo questo mestiere non ci si possa arricchire. Dopo la sua scomparsa i suoi beni sono stati lasciati, dietro sua precisa indicazione, a: Patrik Schumacher 570.000 euro, 2mln di Euro ai quattro nipoti, Brian Clarke e Peter Palumbo.
  • “Quando andavo a scuola mi ripromisi che avrei avuto molti amici maschi”.  Unica nel suo genere come le opere del suo intelletto, la Hadid non era estranea ad affermazioni lapidarie, porvocatorie e singolari come questa. Senza voler parafrasare minimamente le parole della Maestra Hadid, ci pare comunque di capire che non fosse un tipo “da pizzi e merletti” fin dalla più tenera età.
  • Un architetto non procrea…crea edifici! Sebbene amici e colleghi amino ricordarla come una donna passionale ed amorevole (al di fuori del lavoro, ovviamente!) la Hadid concentrò le sue energie migliori nella sua attività professionale, non convogliando mai a nozze e sopratutto non avendo figli. Il sacrificio che comporta percorrere l’impervio sentiero dell’Architettura alle volte costa caro e può portare una persona lontana da quelli che i comuni mortali considerano valori ancestrali ed inviolabili. I suoi “figli” sono figli di questa umanità, visibili, vivibili ed apprezzabili (quasi) da chiunque. 
  • Sono un Architetto e non solamente una Donna Architetto….Architetta?! Stefano Boeri la definisce dotata di una cattiveria difensiva. La ferocia che anima gli spiriti guerrieri come il suo; dovendo confrontarsi quotidianamente con il “machismo” che caratterizzava il mondo dell’architettura fin dagli inizi della sua carriera, è naturale immaginare che avesse sviluppato una sorta di corazza emotiva nei confronti di chi la considerva poco più che un’illustratrice. La storia, come sempre, ha contribuito a riconoscerle il valore demiurgico che meritava, non senza aver “sterminato” numerosi avversari.
  •  Architetto “di carta”.  Questo buffo appellativo, in realtà, descrive una situazione tutt’altro che buffa e divertente, nella quale parecchi di noi si sono trovati, o tutt’ora si trovano. L’architetto di Carta è colui che, per diverse sorti del destino e della storia, non ha ancora realizzato nessun progetto, lasciando numerose idee e diversi sacrifici, appunto solo su carta. La Hadid non realizzò quasi nessun edificio nei primi anni della sua carriera, definita dai colleghi uomini come una valida artista, ma nulla di più. Ovviamente loro si sbagliavano.
  • Malevich’s Tektonik. E’ il titolo della sua tesi di laurea, un ponte sul tamigi nel quale il temrnine “Tettonica” riassume in se la Teoria delle Forme pure e della sensibilità plastica elaborata dal Maestro Russo tra il 1910 ed 1914. Un’opera apparentemente insolita per quello a cui ci avrebbe poi abituato a livello formale, ma in realtà perfettamente in linea con l’idea di trasformazioni armonica della natura e dell’opera dell’uomo che è alla base dei suoi progetti più famosi.
  • Sei Cara e Fuoriluogo! Le polemiche più accese nei confronti della sua opera, riguardano il costo di costruzione e l’apparente decontestualizzazione dei suoi edifici. L’astronave, lo stadio da lei progettato per le Olimpiadi di Tokyo 2022, è stato definito fuoriscala ed il badget per la sua realizzazione si è raddoppiato rispetto alle stime iniziali.
  • Le “quote rosa” del suo studio di Londra sono pari al 30% degli addetti. La stessa Hadid riconesceva che il fare architettura richiedesse un impegno assoluto, continuità, lunghi orari e spirito di sacrificio. Per le donne gli ostacoli sono maggiori, una volta diventate madri, è spesso complicato il reinserimento lavorativo, senza il supporto di una società.

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