Il giro del mondo in 8 giorni. Un viaggio tra i fantasmi del Dragone Rosso.

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Copiare tutto, anche le città.

Negli ultimi vent’anni il consumo di suolo cinese è aumentato esponenzialmente sia per l’espansione delle metropoli esistenti sia per la creazione ex novo di città da 600 mila/1 milione di abitanti ciascuna.

L’inurbamento delle masse contadine e i desideri di una nuova classe dirigente hanno generato l’esigenza di creare nuovi spazi abitativi e lavorativi che rispondessero, anche visivamente, ai parametri estetici e compositivi Europei ed Americani.

Ma qualcosa non ha funzionato a dovere.

 

1- LITTLE PARIS – SHANGHAI – Ghost Town Chic

 

 

Una versione in scala ridotta della ville lumiére si trova a pochi chilometri da Shanghai, si chiama Tianducheng e si presenta ai visitatori curiosi con una bella Tour Eiffel circondata da imponenti grattacieli…vuoti! La costruzione di questo gioiello di solitudine è iniziata nel 2009 e possiamo solo immaginare quanta energia finanziaria abbia richiesto. Secondo le poche notizie che trapelano dal governo di Pechino, ad oggi la città è principalmente utilizzata come set fotografico dai novelli sposi di turno che probabilmente non affronterebbero mai un volo intercontinentale per un paio di selfie.

 

2- LITTLE MANHATTAN – TIANJIN – Grattacieli e bambù.

 

 

La città di Yujiapu sorge nella municipalità di Tianjin e secondo un reportage dell’emittente Nbc è stata pensata e realizzata per essere la piccola “Manhattan cinese” sul fiume Hai. Si possono ammirare delle copie identiche del Rockfeller Center e delle Twin Towers circondate da ogni esempio di grattacielo immaginabile, costruiti nell’arco temporale di un decennio. Anche la piccola grande mela, però, è semi-deserta. I lavori iniziarono nel 2008 e già nel 2010 furono consegnati i primi edifici.

 

3 – TAMES TOWN – SHANGHAI – Humor inglese

 

 

Tames Town ricorda il tipico sobborgo britannico, con edifici in mattoni rossi faccia a vista, pub dalle insegne singolari e tanto verde. Pur trattandosi di un quartiere di Shanghai e non di un intero insediamento urbano, anche Tames Town risulta ad oggi semideserta; il prezzo delle abitazioni è sproporzionato rispetto alle reali possibilità dei futuri residenti. Su Google viene segnalata come attrazione turistica.

 

4- HALLSTAT – HUIZHOU – Tra le Alpi del Guandong

 

 

Non poteva mancare lo scenario alpino. Nello specifico è stato riprodotto il paesaggio della cittadina di Hallstat, nella lista del Patrimonio dell’umanità UNESCO, che si affaccia invece che sulle rive del lago Hallstatter sea, lungo le sponde del fiume Dong. Nonostante la particolarità dello scenario, anche in questo caso la città risulta essere un pittoresco set fotografico.

 

5 – ANTIG TOWN – SHANGHAI – Finanza e grigiore

 

 

Questo quartiere finanziario della città di Shanghai è stato concepito per ricordare gli austeri ed ordinati complessi Berlinesi, dove si gestisce l’economia di tutta Europa; i viali sono ordinati e sobri nelle decorazioni, gli edifici dalle forme semplici e dai colori tenui incorniciano spazi pubblici completamente deserti.

 

6- WINDOW OF THE WORLD – SHENZEN SHI – Un parco a tema planetario

 

 

Se otto giorni vi sembrassero troppi, ecco per voi uno splendido parco a tema, dove sono riprodotti i simboli ed i luoghi iconici di quasi tutto il pianeta: si parte dalla Cina ovviamente con una bella schiera di tetti a pagoda, per poi arrivare al monte Rushmore a bordo di un trenino, trovandosi poi magicamente catapultati nella savana Africana, arrivando giusto in tempo per bere un thè caldo sulle rive del Canal Grande.

Si trovano esempi di templi hindu e ovviamente versioni in scala ridotta del David di Michelangelo, circondati da botteghe di souvenirs in tipico stile bavarese. Il parco a tema è tutt’ora in attività, e se vi andasse mai di visitarlo, dovreste recarvi a

 

Evidentemente replicare i simboli ed i linguaggi architetonici di successo in altre realtà non ha prodotto i risultati sperati.

Probabilmente il punto della questione risiede nel tempo. Le città originali usate come matrice, si sono formate stratificandosi per un periodo di tempo dilatato e socialmente costruttivo.

Questi nuovi insediamenti realizzati in un batter d’ali sono probabilmente sovradimensionati rispetto alle reali esigenze socio economiche dei territori che le ospitano. Ci saranno sicuramente fenomeni attrattivi che nei prossimi anni porteranno un certo numero d’individui a popolare questi luoghi, a meno che il passare del tempo e l’abbandono non li abbiano già trasformati in moderni reperti archeologici.

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