ARCHI WORLD CUP 2018

DISORDINE20

ARCHI GAZZETTA

 

 

Il Disordine degli Architetti lancia L’ARCHI WORLD CUP 2018, il Mondiale dell’Architettura

ARCHI WORLD CUP è un’occasione per conoscere l’architettura contemporanea ed i suoi esponenti a livello internazionale, per discutere sulle loro scelte progettuali, compositive e stilistiche. A decidere le sorti della competizione sarà il vostro senso critico!

Abbiamo selezionato 16 architetti, provenienti dalle diverse nazioni che parteciperanno alla FIFA World Cup 2018, che si sfideranno con le loro opere più rappresentative.

The Disordine degli Architetti has introduced ARCHI WORLD CUP 2018, the Architecture World Cup

ARCHI WORLD CUP is an opportunity to learn about contemporary architecture and its international exponents, to discuss their design, composition and style choices. To decide the fate of the competition will be your critical sense!

We have selected 16 architects, coming from the different nations that will participate in the FIFA World Cup 2018, who will fight with their most representative works.

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TABELLONE

FINAL – FINALE

GIAPPONE – SVIZZERA

Domenica 15 Luglio – Sunday July 15th

GIAPPONE

TADAO ANDO

Nato ad Osaka nel 1941, vive l’infanzia e l’adolescenza cresciuto dai nonni. Sotto l’influsso del fratello gemello decide di tentare la carriera come pugile professionista, ma poi decide di fare il camionista. Architetto autodidatta, apprende il mestiere osservando il lavoro dei capo mastro che frequentano il suo quartiere. Le sue caratteristiche di purezza formale e integrazione con la natura sono il frutto della continua ricerca dell’equilibrio tra l’opera dell’uomo e l’opera della natura. Nel 2002 gli viene conferita la laurea honoris causa dall’Università La Sapienza di Roma mentre nel 2013 viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

 Born in Osaka in 1941, he lives his childhood and adolescence grown by his grandparents. Under the influence of his twin brother decides to try his career as a professional boxer, but then decides to become a truck driver. Self-taught architect, he learns the trade by observing the work of the master bosses who frequent his neighborhood. Its characteristics of formal purity and integration with nature are the result of the continuous search for balance between the work of man and the work of nature. In 2002 he was awarded an honorary degree by the University La Sapienza of Rome while in 2013 he was awarded the title of Grand Officer of the Order of the Star of Italy.

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CHIESA DELLA LUCE

La Furia di Osaka è in finale. Ci è arrivato sconfiggendo avversari temibili come il nigeriano Kunlè. In questa gara si schiera con la sua opera più rappresentativa. La chiesa della luce è l’icona della filosofia progettuale di Tadao, dove si incontrano purezza formale, plasticità e visione dello spazio. L’edificio si trova nella città di Ibaraki, prefettura di Osaka. Lo spirito di questa opera viene trasmesso dall’uso scenico e simbolico della luce naturale, che filtra attraverso una croce greca ricavata nella parete di un ideale abside quadrangolare. La semplicità degli arredi e l’assenza di altri simboli potenzialmente liturgici e votivi dona austerità allo spazio, riconducendo il fedele ad una dimensione meno terrena che mai. Un esempio di come Tadao manipoli lo spazio come una scenografia plastica dove la decorazione è l’architettura stessa che lo descrive.

Osaka’s Fury is in the final. He arrived there defeating fearsome opponents like the Nigerian Kunle. In this race he sided with his most representative work. The church of light is the icon of Tadao’s design philosophy, where formal purity, plasticity and vision of space meet. The building is located in the city of Ibaraki, Osaka Prefecture. The spirit of this work is transmitted by the scenic and symbolic use of natural light, which filters through a Greek cross carved into the wall of an ideal quadrangular apse. The simplicity of the furnishings and the absence of other potentially liturgical and votive symbols gives austerity to the space, bringing the faithful back to a less earthly dimension than ever before. An example of how Tadao manipulates space as a plastic scenography where decoration is the architecture that describes it.

SVIZZERA

MARIO BOTTA

Architetto di fama mondiale, nato a Mendrisio in Svizzera nel Canton Ticino nel 1943. Affascinato fin da adolescente dall’arte del costruire già all’età di 16 anni progetta e costruisce la sua prima villa unifamiliare. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Milano si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia (I.U.A.V.) e nel 1969, dopo la Laurea, apre il suo studio di Architettura a Mendrisio. La sua concezione dell’architettura riflette un approccio spirituale al mondo della creazione. Gli edifici raccolgono le emozioni e le vite di molte persone, sono una dolce forzatura del processo della Creazione Naturale, nella quale la sensibilità dell’architetto diventa necessaria per l’armonioso sviluppo di ogni opera del costruire. Poeta indiscusso della costruzione in laterizio, attualmente Mario è Professore Ordinario dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, da lui fondata e della quale è stato Direttore tra il 2002 ed il 2003.

World-renowned architect, born in Mendrisio in Switzerland in the canton of Ticino in 1943. Fascinated as a teenager by the art of building already at the age of 16 he designs and builds his first single-family villa. After studying at the Liceo Artistico of Milan he enrolled at the Faculty of Architecture of the University of Venice (I.U.A.V.) and in 1969, after graduating, he opened his architecture studio in Mendrisio. His conception of architecture reflects a spiritual approach to the world of creation. The buildings collect the emotions and lives of many people, are a sweet forcing of the process of Natural Creation, in which the sensitivity of the architect becomes necessary for the harmonious development of every work of construction. An undisputed poet of brick construction, Mario is currently Professor of the Mendrisio Academy of Architecture, founded by him and of which he was Director between 2002 and 2003.

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STAZIONE DI SERVIZIO PIOTTA

In questa finale Super Mario si presenta con un edificio decisamente rosso! Stiamo parlando di una stazione di servizio che sembra sbarcata da una dimesione parallela. La sua struttura di copertura ad “ala di aereoplano” costituisce l’elemento ordinatore di tutto il progetto e contemporaneamente il segno architettonico ed iconico che lo contraddistingue. E’ interessante notare come la semplicità e la leggerezza siano sempre presenti nell’opera di Mario anche quando si confronta con esperimenti formali e cromatici inusuali. Se volete ammirare l’edificio, o semplicemente prendere un caffè e fare una pausa, dovete recarvi nella ridente cittadina svizzera di Piotta, nella municipalità di Quinto, prendendo l’autostrada che da Como passa per Lugano, Mendrisio e Bellinzona.

In this semi-final Super Mario presents itself with a decidedly red building! We are talking about a service station that seems to have landed from a parallel dimension. Its roof structure with an “airplane wing” constitutes the authorizing element of the whole project and at the same time the architectural and iconic sign that distinguishes it. It is interesting to note how simplicity and lightness are always present in Mario’s work even when he compares it with unusual formal and chromatic experiments. If you want to admire the building, or simply have a coffee and take a break, you have to go to the charming Swiss town of Piotta, in the municipality of Quinto, taking the highway that goes from Como to Lugano, Mendrisio and Bellinzona.

 

SEMIFINALS – SEMIFINALE

DANIMARCA – SVIZZERA

Venerdì 13 Luglio – Friday July 13th

DANIMARCA

DORTE MANDRUP

Dorte Mandrup Poulsen, classe 1961 è una spigliata architetto Danese. Consegue la Laurea nel 1991 alla Aarhus School of Architecture e si specializza in scultura e ceramica tra il 1991 ed il 1992. E’ fondatrice e direttrice artistica e tecnica del suo team, la Dorte Mandrup A/S, fondata il 30 Giugno del 1999 e che ad oggi conta circa 60 impiegati. I progetti da lei curati sono totalmente eterogenei per la tipologia funzionale ma dentro ognuno si respira l’anima e la passione di Dorte. Un architetto dinamico e passionale tanto da passare agli onori delle cronache quando nel 2017 su Dezeen pronunciò la frase ”I am not a female architect. I am an architect”.

Dorte Mandrup Poulsen, born in 1961, is a sensible Danish architect. She graduated in 1991 from the Aarhus School of Architecture and specialized in sculpture and ceramics between 1991 and 1992. She is the founder and artistic director of her team, Dorte Mandrup A / S, founded on 30 June 1999 and which today has about 60 employees. The projects she has taken care of are totally heterogeneous for the functional typology but inside each one one breathes the soul and passion of Dorte. A dynamic and passionate architect, so much so as to go to the headlines when in 2017 on Dezeen he pronounced the phrase “I am not a female architect. I am an architect “.

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SELLING TOWER

Dorte la glaciale si presenta in semifinale con un gesto architettonico audace e gentile al tempo stesso. Stiamo parlando di un punto di osservazione realizzato lungo la costa della cittadina Danese di Aarhus, nella penisola dello Jutland. L’oggetto in sè ricorda una struttura ad origami che piegandosi su stessa restituisce spazi e punti di vista molto suggestivi per il visitatore. Lo stile scultoreo di Dorte dona alla città un punto centrale per il fronte mare, nel quale visitatori e cittadini possono trovare riparo, ristoro e riferimento. La struttura è completamente bianca, luminosa e totalmente artificiale, nelle forme e nelle soluzioni di finitura; ciònonostante si percepisce tutta la naturalezza del segno e del gesto di Dorte che non risulta mai nè stucchevole nè artificioso.

Dorte the ice-woman comes in the semi-finals with a bold and gentle architectural gesture at the same time. We are talking about an observation point along the coast of the Danish town of Aarhus, in the Jutland peninsula. The object itself is reminiscent of an origami structure which, bending over itself, gives back space and points of view that are very suggestive for the visitor. The sculptural style of Dorte gives the city a central point for the sea front, where visitors and citizens can find shelter, refreshment and reference. The structure is completely white, luminous and totally artificial, in the forms and finishing solutions; nevertheless we perceive all the naturalness of the sign and the gesture of Dorte which is never cloying nor artificial.

SVIZZERA

MARIO BOTTA

Architetto di fama mondiale, nato a Mendrisio in Svizzera nel Canton Ticino nel 1943. Affascinato fin da adolescente dall’arte del costruire già all’età di 16 anni progetta e costruisce la sua prima villa unifamiliare. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Milano si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia (I.U.A.V.) e nel 1969, dopo la Laurea, apre il suo studio di Architettura a Mendrisio. La sua concezione dell’architettura riflette un approccio spirituale al mondo della creazione. Gli edifici raccolgono le emozioni e le vite di molte persone, sono una dolce forzatura del processo della Creazione Naturale, nella quale la sensibilità dell’architetto diventa necessaria per l’armonioso sviluppo di ogni opera del costruire. Poeta indiscusso della costruzione in laterizio, attualmente Mario è Professore Ordinario dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, da lui fondata e della quale è stato Direttore tra il 2002 ed il 2003.

World-renowned architect, born in Mendrisio in Switzerland in the canton of Ticino in 1943. Fascinated as a teenager by the art of building already at the age of 16 he designs and builds his first single-family villa. After studying at the Liceo Artistico of Milan he enrolled at the Faculty of Architecture of the University of Venice (I.U.A.V.) and in 1969, after graduating, he opened his architecture studio in Mendrisio. His conception of architecture reflects a spiritual approach to the world of creation. The buildings collect the emotions and lives of many people, are a sweet forcing of the process of Natural Creation, in which the sensitivity of the architect becomes necessary for the harmonious development of every work of construction. An undisputed poet of brick construction, Mario is currently Professor of the Mendrisio Academy of Architecture, founded by him and of which he was Director between 2002 and 2003.

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SAN CARLINO

In questa semi finale super Mario si presenta con un progetto dal gusto magico e trasognato. Stiamo parlando del modello ligneo in scala 1:1 di una sezione interna della chiesa di San Carlo alle quattro Fontane, un tributo formale all’opera del Grande Maestro Francesco Borromini. L’installazione è stata inaugurata nel 1999 in occasione del quattrocentesimo anniversario della nascita del Borromini e, posizionata lungo le rive del lago di Lugano, ne ha caratterizzato l’aspetto fino al 2003, anno in cui è stata smantellata. L’opera in questione è un momento architettonico del tutto particolare, un ponte tra la realtà e la rappresentazione così potente da attirare circa 300.000 visitatori solo il primo anno di esercizio. La realizzazione dell’opera è stata resa possibile dalla collaborazione con l’Accademia di Architettura di Mendrisio, così come la sua manutenzione durante gli anni di esercizio.

In this semi-final super Mario presents a project with a magical and dreamy taste. We are talking about the 1: 1 scale wooden model of an internal section of the church of San Carlo alle quattro Fontane, a formal tribute to the work of the Great Master Francesco Borromini. The installation was inaugurated in 1999 on the occasion of the 400th anniversary of the birth of Borromini and, positioned along the shores of Lake Lugano, has characterized its appearance until 2003, when it was dismantled. The work in question is a very special architectural moment, a bridge between reality and representation so powerful that it attracts around 300,000 visitors only during the first year of operation. The realization of the work was made possible by the collaboration with the Academy of Architecture of Mendrisio, as well as its maintenance during the years of operation.

SEMIFINALS – SEMIFINALE

NIGERIA – GIAPPONE

Mercoledì 11 Luglio – Wednesday July 11th

NIGERIA

KUNLE’ ADEYEMI

Architetto ed Urbanista Nigeriano, nato e cresciuto nella città di KADUNA, studia Architettura all’Università di Lagos. Nel 2005 ha ricevuto un Post-professional degree presso la scuola di Architettura della Princeton University, dove ha studiato con Peter Eisenman il ruolo dell’economia globale nella rapida urbanizzazione delle città Africane, concentrandosi principalmente su Lagos. Attualmente è il titolare dello studio NLE’. Da molti è considerato un pioniere, per la sua continua ricerca dell’equilibrio tra progetto architettonico, progetto urbano e qualità della vita.

Nigerian Architect and Urbanist, born and raised in the city of Kaduna, he studied Architecture at the University of Lagos. In 2005 he received a post-professional degree from the Princeton University’s School of Architecture, where he studied with Peter Eisenman the role of the global economy in the rapid urbanization of African cities, focusing mainly on Lagos. He is currently the owner of the NLE ‘studio. For many it is considered a pioneer, for its continuous research of the balance between architectural project, urban project and quality of life.

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BLACK RHINO ACCADEMY – CLASSROOM

Kunlè affronta le semifinali con una scuola particolare. Si tratta appunto della Balck Rhino Accademy, edificio realizzato principalmente in laterizio, situato nelle vicinanze di Karatu in Tanzania. Si tratta di un esemplare realizzazione dello studio NLE’ che si è cimentato nella costruzione di un complesso primario e secondario, dove è possibile imparare rimanendo a contatto con la natura. La scuola si trova al confine dell’ Area di Conservazione di Ngorongoro, in un contesto paesistico che si potrebbe definire fiabesco. L’edificio è inserito con maestria e delicatezza all’interno del paesaggio e dell’ambiente circostante, permettendo un flusso di scambio continuo tra interno ed esterno.

Kunlè faces the semi-finals with a particular school. This is precisely the Balck Rhino Accademy, a building mainly made of bricks, located near Karatu in Tanzania. This is an exemplary realization of the NLE study which has attempted to build a primary and secondary complex, where it is possible to learn while remaining in contact with nature. The school is located on the border of the Ngorongoro Conservation Area, in a landscape that could be described as fairytale. The building is inserted with skill and delicacy within the landscape and the surrounding environment, allowing a flow of continuous exchange between inside and outside.

GIAPPONE

TADAO ANDO

Nato ad Osaka nel 1941, vive l’infanzia e l’adolescienza cresciuto dai nonni. Sotto l’influsso del fratello gemello decide di tentare la carriera come pugile professionista, ma poi decide di fare il camionista. Architetto autodidatta, apprende il mestiere osservando il lavoro dei capo mastro che frequentano il suo quartiere. Le sue caratteristiche di purezza formale e integrazione con la natura sono il frutto della continua ricerca dell’equilibrio tra l’opera dell’uomo e l’opera della natura. Nel 2002 gli viene conferita la laurea honoris causa dall’Università La Sapienza di Roma mentre nel 2013 viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

 Born in Osaka in 1941, he lives his childhood and adolescence grown by his grandparents. Under the influence of his twin brother decides to try his career as a professional boxer, but then decides to become a truck driver. Self-taught architect, he learns the trade by observing the work of the master bosses who frequent his neighborhood. Its characteristics of formal purity and integration with nature are the result of the continuous search for balance between the work of man and the work of nature. In 2002 he was awarded an honorary degree by the University La Sapienza of Rome while in 2013 he was awarded the title of Grand Officer of the Order of the Star of Italy.

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THE CHICHU ART MUSEUM

Tadao, maestro incontrastato della forma geometrica pura, si presenta alle semifinali con un complesso espositivo quasi interamente ipogeo. Il museo è stato completato nel 2004 e conserva al suo interno diverse collezioni di arte contemporanea e non; a suscitare l’interesse del visitatore sono però, spesso, le scenografie messe in opera dal Maestro Tadao, il quale riesce a trasmettere la complessità del paesaggio e della struttura attraverso un sapiente utilizzo della luce filtrata e dell’acqua. Esternamente, dall’alto, è possibile scorgere la geometria delle diverse “camere” espositive, mentre dalla quota del terreno non si vede pratimente altro che la collina in cui il museo è inserito.

Tadao, the undisputed master of pure geometric form, presents itself to the semi-finals with an almost entirely hypogean exhibition complex. The museum was completed in 2004 and contains several collections of contemporary and non-contemporary art; however, the scenographies put in place by Maestro Tadao, which manages to convey the complexity of the landscape and the structure through a skilful use of filtered light and water, arouse the visitor’s interest. Externally, from above, it is possible to see the geometry of the different exhibition “chambers”, while from the altitude of the land you can not see anything other than the hill where the museum is located.

 

QUARTER FINALS – QUARTI DI FINALE

PERU’ (901) – SVIZZERA (1592)

Sabato 7 Luglio – Saturday July 7th

PERU’

SANDRA BARCLAY

Nata a Lima in Perù nel 1967 può essere considerata come un architetto predestinato. Già bambina seguiva il padre, architetto e costrutture, accompagnandolo in canitere e repirando l’aria della trasformazione edilizia. Terminati gli studi dell’obbligo si iscrive alla facoltà di Architettura di Lima e poi si trasferisce a Parigi per completare la sua formazione. Nel 1994 apre, proprio a Parigi, il suo primo studio in società con Jean Crousse, suo fidato compagno anche nella vita privata. La loro parentesi Europea, durata quasi 17 anni, li vede protagonisti di progetti pubblici e privati di notevole caratura e dimensione. La svolta della loro carriera avverrà con l’affidamento in Perù della realizzazione di diverse unità residenziali lungo la costa del  Pacifico, tra cui la pluripremiata EQUIS HOUSE  a Canete. In questo progetto sono preponderanti le caratteristiche di sobrietà e pulizia formale tipiche dello stile di Sandra & Co. Tra i premi ricevuti dalla Barclay durante la sua carriera ricordiamo nel 2016 il Premio Oscar Niemeyer 2016 per il Museo della Memoria di Lima e nel 2018 il  Woman Architect of the Year Award 2018 per il PARACAS MUSEUM, progetto presentato in questa sfida.

Born in Lima in Peru in 1967, she can be considered a predestined architect. Already a child she followed her father, architect and constructions, accompanying him in caniter and repeating the air of the building transformation. After completing his compulsory education, he enrolled at the Faculty of Architecture in Lima and then moved to Paris to complete his education. In 1994 he opened his first studio in Paris with Jean Crousse, his trusted partner in private life. Their European parenthesis, which lasted almost 17 years, sees them as protagonists of public and private projects of considerable caliber and size. The turning point in their careers will come with the assignment in Peru of the construction of several residential units along the Pacific coast, including the award-winning EQUIS HOUSE in Canete. In this project the characteristics of sobriety and formal cleanliness typical of Sandra & Co. style are predominant. Among the awards received by Barclay during her career we remember in 2016 the Oscar Niemeyer 2016 Award for the Museum of Memory in Lima and in 2018 the Woman Architect of the Year Award 2018 for the PARACAS MUSEUM, a project presented in this challenge.

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LAS DALIAS APARTMENTS

In questi quarti di finale proponiamo un’edificio, realizzato, a destinazione residenziale, costruito lungo la costa di Lima, la capitale del Perù. L’opera di Sandra & Co. si configura come una palazzina moderna, concepita intorno ad una corte centrale, con un prospetto fronte strada decisamente movimentato. Il gioco geomtrico e spaziale messo in campo dai progettisti genera diverse esposizioni e punti di vista, portando sia l’abitante sia lo spettatore/passante a vivere il movimento di questo edificio. L’edificio, completato nel 2014, rispecchia uno stile contemporaneo, leggero e poco invadente, rispetto ad altri esempi comtemporane, decisamente più “spinti” ed eccentrici. La sobrietà e l’eleganza la fanno da padrone come in ogni progetto dello studio Barclay&Crousse.

In these quarter-finals we propose a building, built for residential use, built along the coast of Lima, the capital of Peru. The work of Sandra & Co. is configured as a modern building, conceived around a central courtyard, with a very lively front facing street. The geomtrical and spatial play put in place by the designers generates different exposures and points of view, bringing both the inhabitant and the spectator / passerby to experience the movement of this building. The building, completed in 2014, reflects a contemporary style, light and not intrusive, compared to other contemporary examples, decidedly more “pushed” and eccentric. The sobriety and elegance are the master as in every project of the Barclay & Crousse studio.

SVIZZERA

MARIO BOTTA

Architetto di fama mondiale, nato a Mendrisio in Svizzera nel Canton Ticino nel 1943. Affascinato fin da adolescente dall’arte del costruire già all’età di 16 anni progetta e costruisce la sua prima villa unifamiliare. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Milano si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia (I.U.A.V.) e nel 1969, dopo la Laurea, apre il suo studio di Architettura a Mendrisio. La sua concezione dell’architettura riflette un approccio spirituale al mondo della creazione. Gli edifici raccolgono le emozioni e le vite di molte persone, sono una dolce forzatura del processo della Creazione Naturale, nella quale la sensibilità dell’architetto diventa necessaria per l’armonioso sviluppo di ogni opera del costruire. Poeta indiscusso della costruzione in laterizio, attualmente Mario è Professore Ordinario dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, da lui fondata e della quale è stato Direttore tra il 2002 ed il 2003.

World-renowned architect, born in Mendrisio in Switzerland in the canton of Ticino in 1943. Fascinated as a teenager by the art of building already at the age of 16 he designs and builds his first single-family villa. After studying at the Liceo Artistico of Milan he enrolled at the Faculty of Architecture of the University of Venice (I.U.A.V.) and in 1969, after graduating, he opened his architecture studio in Mendrisio. His conception of architecture reflects a spiritual approach to the world of creation. The buildings collect the emotions and lives of many people, are a sweet forcing of the process of Natural Creation, in which the sensitivity of the architect becomes necessary for the harmonious development of every work of construction. An undisputed poet of brick construction, Mario is currently Professor of the Mendrisio Academy of Architecture, founded by him and of which he was Director between 2002 and 2003.

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TOUR DE MORON

Lo stile di Mario s’impone e si sposa anche con la natura più incontaminata. Ne è un’esempio lampante la Torre de Moron, oggetto architettonico particolare, raggiungibile tramite tortuosi sentieri boschivi. La torre è stata realizzata come omaggio al lavoro di formazione dei muratori e dei maestri scalpellini della regione montana. Siamo di fronte ad un’ opera simbolica, una scala elicoidale che porta ad un punto di osservazione sopraelevato di 26 metri rispetto all’ingresso. La vista della valle che è fruibile dalla cima della torre serve a trasmettere la sensazione di infinito e di impotenza che l’uomo percepisce di fronte ai miracoli della natura.

The style of Mario imposes itself and goes well with the most uncontaminated nature. An example of this is the Torre de Moron, a particular architectural object, which can be reached by winding woodland paths. The tower was built as a tribute to the training work of the masons and stonemasons of the mountain region. We are faced with a symbolic work, a helical staircase that leads to a 26 meter raised observation point with respect to the entrance. The view of the valley that can be enjoyed from the top of the tower serves to convey the feeling of infinite and impotence that man perceives in front of the miracles of nature.

PORTOGALLO (93) – DANIMARCA (99)

Giovedì 5 Luglio – Thursday July 5th

PORTOGALLO

ALVARO SIZA

Nato nel 1933 a Matosinhos, una ridente cittadina sull’oceano Atlantico a pochi chilometri da Porto, con il nome di Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira, studia alla Scuola Superiore di Belle Arti di Porto nella quale si laurea nel 1955. Dopo una carriera da costruttore di tutto rispetto, si dedica all’insegnamento diventando professore in diverse Università internazionali, per concentrarsi successivamente alla Cattedra di Costruzioni dell’Università di Porto. Nel 1992 è stato premiato con il Pritzker Prize.  Il suo lavoro è costellato di numerose varianti al suo stile sobrio e minimale; dalla casa privata al grande complesso per uffici, edifici sacri, centri culturali e complessi sportivi.

Born in 1933 in Matosinhos, a charming town on the Atlantic Ocean, a few kilometers from Porto, with the name of Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira, he studied at the Porto Superior School of Fine Arts in which he graduated in 1955. After a career of a respectable builder, he devoted himself to teaching and became a professor at various international universities, to then focus on the Department of Construction at the University of Porto. In 1992 he was awarded the Pritzker Prize. His work is dotted with numerous variations to his sober and minimal style; from the private house to the large office complex, sacred buildings, cultural centers and sports complexes.

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CASA TOLO

Alvaro sta al calcestruzzo come Cristiano Ronaldo sta alla punizione. In questo progetto vediamo come la “pietra liquida” tanto cara all’architetto più famoso del Portogallo, prenda forma sdraiandosi letteralmente lungo il terreno. Questa casa molto particolare, dove si trovano più scale che in un’illustrazione M. C. Escher, è suddivisa lungo un pendio moderatamente scosceso, iniziando con l’ingresso posizionato in sommità, fino ad arrivare a fondo pendio dove si trova una piccola piscina. Il grande lavoro di Alvaro in questo caso è stato quello di gestire con eleganza le asperità del terreno e la modestia dei finanziamenti. Il calcestruzzo “faccia a vista” dona all’edificio l’aspetto roccioso di una falesia di arenaria, alla cui ombra l’uomo trova rifugio e ristoro.

Alvaro stands to the concrete as Cristiano Ronaldo is to the punishment. In this project we see how the “liquid stone” so dear to the most famous architect of Portugal, takes shape literally lying along the ground. This very particular house, where there are more stairs than in an illustration M. C. Escher, is subdivided along a moderately steep slope, starting with the entrance positioned at the top, until you reach the bottom of the slope where there is a small pool. The great job of Alvaro in this case was to manage with elegance the roughness of the land and the modesty of funding. The “exposed” concrete gives the building the rocky aspect of a sandstone cliff, in whose shadow man finds refuge and refreshment.

 DANIMARCA

DORTE MANDRUP

Dorte Mandrup Poulsen, classe 1961 è una spigliata architetto Danese. Consegue la Laurea nel 1991 alla Aarhus School of Architecture e si specializza in scultura e ceramica tra il 1991 ed il 1992. E’ fondatrice e direttrice artistica e tecnica del suo team, la Dorte Mandrup A/S, fondata il 30 Giugno del 1999 e che ad oggi conta circa 60 impiegati. I progetti da lei curati sono totalmente eterogenei per la tipologia funzionale ma dentro ognuno si respira l’anima e la passione di Dorte. Un architetto dinamico e passionale tanto da passare agli onori delle cronache quando nel 2017 su Dezeen pronunciò la frase ”I am not a female architect. I am an architect”.

Dorte Mandrup Poulsen, born in 1961, is a sensible Danish architect. She graduated in 1991 from the Aarhus School of Architecture and specialized in sculpture and ceramics between 1991 and 1992. She is the founder and artistic director of her team, Dorte Mandrup A / S, founded on 30 June 1999 and which today has about 60 employees. The projects she has taken care of are totally heterogeneous for the functional typology but inside each one one breathes the soul and passion of Dorte. A dynamic and passionate architect, so much so as to go to the headlines when in 2017 on Dezeen he pronounced the phrase “I am not a female architect. I am an architect “.

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WADDEN SEA CENTRE

La glaciale Dorte sbarca ai quarti di finale con un’edificio pubblico, realizzato, dal sapore “vichingo”. Si tratta appunto di questo centro culturale dedicato al mare di Wadden, una distesa semicostiera che si estende dai Paesi Bassi fino alla Danimarca, per una lunghezza totale di circa 450 Km. Questo progetto di ristrutturazione ed ampliamento del precedente Centro nella città di Riba (DK), rappresenta l’anello di congiunzione tra l’edilizia tradizionale agricola tipica dell’area e l’architettura contemporanea. L’inserimento paesaggistico è stato fondamentale nella determinazione delle scelte progettuali, dalla struttura alla finitura; il rivesimento esterno della copertura è stato infatti quasi interamente realizzato con paglia locale, utile a resistera all’azione corrosiva del sale marino.

The glacial Dorte disembarks at the quarterfinals with a public building, realized with a “Viking” flavor. It is precisely this cultural center dedicated to the Wadden Sea, a semi-circular expanse that extends from the Netherlands to Denmark, for a total length of about 450 km. This project of restructuring and expansion of the former center in the city of Riba (DK) ), represents the link between the traditional agricultural construction typical of the area and contemporary architecture. Landscaping has been fundamental in determining design choices, from structure to finish; the external covering of the roof was in fact almost entirely made with local straw, useful to resist the corrosive action of the sea salt.

GIAPPONE (124) – SPAGNA (42)

Martedì 3 Luglio – Tuesday July 3th

GIAPPONE

TADAO ANDO

Nato ad Osaka nel 1941, vive l’infanzia e l’adolescenza cresciuto dai nonni. Sotto l’influsso del fratello gemello decide di tentare la carriera come pugile professionista, ma poi decide di fare il camionista. Architetto autodidatta, apprende il mestiere osservando il lavoro dei capo mastro che frequentano il suo quartiere. Le sue caratteristiche di purezza formale e integrazione con la natura sono il frutto della continua ricerca dell’equilibrio tra l’opera dell’uomo e l’opera della natura. Nel 2002 gli viene conferita la laurea honoris causa dall’Università La Sapienza di Roma mentre nel 2013 viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

 Born in Osaka in 1941, he lives his childhood and adolescence grown by his grandparents. Under the influence of his twin brother decides to try his career as a professional boxer, but then decides to become a truck driver. Self-taught architect, he learns the trade by observing the work of the master bosses who frequent his neighborhood. Its characteristics of formal purity and integration with nature are the result of the continuous search for balance between the work of man and the work of nature. In 2002 he was awarded an honorary degree by the University La Sapienza of Rome while in 2013 he was awarded the title of Grand Officer of the Order of the Star of Italy.

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SHANGHAI POLY GRAND THEATRE

Dall’amor Sacro all’amor Profano direbbe qualcuno… e avrebbe anche ragione! Con questo prgetto Tadao ci mostra come secondo lui dovrebbe essere un moderno teatro con annesso edificio per uffici e gruppo residenziale. Che Tadao sia da molti considerato un Poeta della Forma e dell’Armonia è un dato di fatto. In quest’opera, collocata tra due canali artificiali nella zona settentrionale di Shanghai, vediamo come un parallelepipedo sia in grado, con le opportune operazioni di sottrazione e movimento, di trasmettere sempre sensezioni quasi musicali, poetiche appunto. Le due aperture che vediamo nelle immagini descrivono gli spazi distributivi principali dell’edificio che si aprono letteralmente verso l’esterno. Nelle finiture Tadao è stato attento a creare un continuo gioco di contrasto armonioso tra la brutalità del calcestruzzo a vista e l’eleganza dei travetti in alluminio dipinti color legno per suggerire, forse, il rapporto che esiste tra il suo edificio ed il contesto fluviale in cui è inserito.

From the sacred love to the profane love someone would say … and he would also be right! With this project Tadao shows us what he thinks should be a modern theater with an adjoining office building and residential group. That Tadao is considered by many to be a Poet of Form and of Harmony is a fact. In this work, placed between two artificial canals in the northern area of ​​Shanghai, we see how a parallelepiped is able, with appropriate operations of subtraction and movement, to always transmit almost musical, poetic senses. The two openings we see in the images describe the main distributive spaces of the building that literally open outwards. In the finishes Tadao has been careful to create a continuous play of harmonious contrast between the brutality of exposed concrete and the elegance of the wooden beams painted in wood to suggest, perhaps, the relationship that exists between its building and the fluvial context in which is inserted.

SPAGNA

SANTIAGO CALATRAVA

L’architetto Spagnolo, ma naturalizzato Svizzero, ci ha sempre abituati allo stupore ed all’ardore generato  delle sue forme. Dopo aver completato gli studi in architettura ed ingegneria civile inizia la sua carriera professionale aprendo uno studio a Zurigo. Autore di opere pubbliche in tutto il pianeta, per Calatrava il ponte rappresenta la massima sintesi tra architettura, struttura e funzione. Nel 1995 sostiene l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere in Italia, nella provincia di Frosinone ed ottiene così l’abilitazione a progettare le sue opere nel nostro paese. Nel 1999 sostiene lo stesso esame ad Austin, in Texas, superando anche questo. Nel 2011 viene nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

The Spanish architect, but a Swiss national, has always accustomed us to the amazement and the ardor generated by his forms. After completing his studies in architecture and civil engineering he began his professional career by opening a studio in Zurich. Author of public works all over the planet, for Calatrava the bridge represents the maximum synthesis between architecture, structure and function. In 1995 he supported the state exam for the qualification to practice as an engineer in Italy, in the province of Frosinone, and thus obtained the qualification to design his works in our country. In 1999 he supported the same exam in Austin, Texas, overcoming this too. In 2011 he was appointed a member of the Pontifical Council for Culture.

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SHARQ CROSSING

Santiago si presenta ai quarti di finale con un’opera che si potrà definire “faraonica”. Stiamo parlando del progetto infrastrutturale più importante del programma messo in atto dallo Stato del Qatar (Monarchia Costituzionale n.d.r.) in vista della FIFA WORLD CUP 2022. Il complesso comprende una serie di passerelle, ponti, viadotti autostradali, passaggi sottomarini e monorotaie sopraelevate, che descrivono un percorso sinuoso nella baia di Doha. In questo caso Santiago ha creato una sequenza di scenari stupefacienti dove lo spettatore sarà trasportato su ogni mezzo immaginabile (piedi compresi) per ammirare tutte le meraviglie che compongono la baia. Come è nel suo stile, Santiago progetta in total white con  le sue forme richiamano luminose e snelle in ogni centimetro.

Santiago presents himself to the quarterfinals with a work that can be defined as “Pharaonic”. We are talking about the most important infrastructure project of the program implemented by the State of Qatar (Constitutional Monarchy ed) in view of the FIFA WORLD CUP 2022. The complex includes a series of walkways, bridges, highway viaducts, submarine passages and elevated monorails, which describe a sinuous path in the bay of Doha. In this case Santiago has created a sequence of amazing sceneries where the spectator will be transported on every imaginable vehicle (including feet) to admire all the wonders that make up the bay. As is his style, Santiago designs in total white with its shapes recall luminous and slender in every centimeter.

NIGERIA (82) – RUSSIA (56)

Domenica 1 Luglio – Sunday July 1th

NIGERIA

KUNLE’ ADEYEMI

Architetto ed Urbanista Nigeriano, nato e cresciuto nella città di KADUNA, studia Architettura all’Università di Lagos. Nel 2005 ha ricevuto un Post-professional degree presso la scuola di Architettura della Princeton University, dove ha studiato con Peter Eisenman il ruolo dell’economia globale nella rapida urbanizzazione delle città Africane, concentrandosi principalmente su Lagos. Attualmente è il titolare dello studio NLE’. Da molti è considerato un pioniere, per la sua continua ricerca dell’equilibrio tra progetto architettonico, progetto urbano e qualità della vita.

Nigerian Architect and Urbanist, born and raised in the city of Kaduna, he studied Architecture at the University of Lagos. In 2005 he received a post-professional degree from the Princeton University’s School of Architecture, where he studied with Peter Eisenman the role of the global economy in the rapid urbanization of African cities, focusing mainly on Lagos. He is currently the owner of the NLE ‘studio. For many it is considered a pioneer, for its continuous research of the balance between architectural project, urban project and quality of life.

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CHICOCO RADIO

Kunlè affronta i quarti di finale con un’opera in parte pubblica ed in parte privata ancora da realizzarsi. Stiamo parlando della sede centrale della CHICOCO Radio a Port Hartcourt in Nigeria. Il progetto risale al 2014 e ad oggi è ancora in fase embrionale;  tutta l’area in cui è situata è stata sottoposta ad un provvedimento di demolizione da parte delle autorità governative. La struttura è stata concepita come un ponte tra l’acqua e la terra ferma. Radio Chicoco è la voce degli abitanti di questa porzione di città, affacciata e costruita sull’acqua. Radio Chicoco è stata triste protagonista delle manifestazioni successive al provvedimento di demolizione del quartiere, manifestazioni duramente represse dalle autorità. Il progetto di Kunlè ha un cuore visionario, pacifista e comunitario come si auspica che sia il futuro del suo splendido Paese e delle magnifiche persone che lo abitano.

Kunlè faces the quarterfinals with a partly public and partly private work still to be realized. We are talking about the CHICOCO Radio headquarters in Port Hartcourt, Nigeria. The project dates back to 2014 and today is still in its infancy; the entire area in which it is located has been subjected to a demolition order by the government authorities. The structure was conceived as a bridge between the water and the mainland. Radio Chicoco is the voice of the inhabitants of this portion of the city, overlooking and built on the water. Radio Chicoco has been sad protagonist of the demonstrations following the demolition provision of the district, manifestations harshly repressed by the authorities. The Kunlè project has a visionary, pacifist and community heart as it is hoped that it will be the future of its splendid country and of the magnificent people who live there.

RUSSIA

VLADIMIR PLOTKIN

Nato nel 1955 a Leningrado ( oggi Sanpietroburgo) col nome di Vladimir Plotkin  Ionovich si laurea in Architettura all’istituto Politecnico della Bielorussia nel 1980. La sua carriera accademica è tanto splendente quanto quella professionale, che lo vede come costruttore di numerosissimi edifici pubblici di grande scala, di ospedali e di grandi spazi urbani. Professore della International Academy of Architecture attualmente è Executive Partner dello studio CU Reserve, con il quale costruisce e gestisce prestigiose opere architettoniche in tutto il mondo.

Born in 1955 in Leningrad (today St. Petersburg) under the name of Vladimir Plotkin Ionovich graduated in Architecture at the Polytechnic Institute of Belarus in 1980. His academic career is as bright as the professional one, which sees him as a builder of many large public buildings scale, hospitals and large urban spaces. Professor of the International Academy of Architecture, he is currently Executive Partner of the CU Reserve studio, with which he builds and manages prestigious architectural works all over the world.

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ZAVITOK

Il prgetto di Vladimir è molto particolare, non tanto per la sua forma quanto per la destinazione a residenza privata, per certi versi molto sotto-dimensionata per i suoi standardt. Lo studio cu_Reserve di cui Vladimir è socio sembra essere decisamente più incline a progettare grandi opere pubbliche, nelle quali la struttura e la dimensione giocano un ruolo predominante. Infatti in qualche modo la natura tecnologica e “muscolare” dello studio s’intravede anche nel progetto di questa villa privata, risalente al lontano 2006 e ad oggi ancora in stato di progetto per motivi che non ci è dato sapere. Interessante è la forma a conchiglia che definsce le linee della villa, circondata da uno specchio d’acqua e suddivisa su due livelli ed un mezzanino. In questo progetto lo studio cu_Reserve ha saputo comunque mantenere una certa sobrietà nella scelta dei materiali e delle forme, pur esplorando scelte formali e dimensionali particolari.

 Vladimir’s project is very particular, not so much for its form as for the destination to private residence, in some ways very under-sized for its standards. The study cu_Reserve of which Vladimir is a partner seems to be decidedly more inclined to design large public works, in which structure and size play a predominant role. In fact, in some ways the technological and “muscular” nature of the studio can also be glimpsed in the design of this private villa, dating back to 2006 and still in a state of project for reasons that we can not know. Interesting is the shell shape that definsce the lines of the villa, surrounded by a mirror of water and divided on two levels and a mezzanine. In this project, the cu_Reserve study was able to maintain a certain sobriety in the choice of materials and shapes, while exploring particular formal and dimensional choices.

FOURTH ROUND – OTTAVI DI FINALE

SVIZZERA (171) – MESSICO (16)

Giovedì 28 Giugno – Thursday June 28th

 

SVIZZERA

MARIO BOTTA

Architetto di fama mondiale, nato a Mendrisio in Svizzera nel Canton Ticino nel 1943. Affascinato fin da adolescente dall’arte del costruire già all’età di 16 anni progetta e costruisce la sua prima villa unifamiliare. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Milano si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia (I.U.A.V.) e nel 1969, dopo la Laurea, apre il suo studio di Architettura a Mendrisio. La sua concezione dell’architettura riflette un approccio spirituale al mondo della creazione. Gli edifici raccolgono le emozioni e le vite di molte persone, sono una dolce forzatura del processo della Creazione Naturale, nella quale la sensibilità dell’architetto diventa necessaria per l’armonioso sviluppo di ogni opera del costruire. Poeta indiscusso della costruzione in laterizio, attualmente Mario è Professore Ordinario dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, da lui fondata e della quale è stato Direttore tra il 2002 ed il 2003.

World-renowned architect, born in Mendrisio in Switzerland in the canton of Ticino in 1943. Fascinated as a teenager by the art of building already at the age of 16 he designs and builds his first single-family villa. After studying at the Liceo Artistico of Milan he enrolled at the Faculty of Architecture of the University of Venice (I.U.A.V.) and in 1969, after graduating, he opened his architecture studio in Mendrisio. His conception of architecture reflects a spiritual approach to the world of creation. The buildings collect the emotions and lives of many people, are a sweet forcing of the process of Natural Creation, in which the sensitivity of the architect becomes necessary for the harmonious development of every work of construction. An undisputed poet of brick construction, Mario is currently Professor of the Mendrisio Academy of Architecture, founded by him and of which he was Director between 2002 and 2003.

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CAPPELLA GRANATO

Opera emblematica della produzione di Mario, la cappella come luogo della spiritualità universale (anche se di matrice dichiaratamente cattolica) è situata a circa 2000 metri sul livello del mare, in corrispondenza del passo situato a nord della Zillertal nel Tirolo Austriaco. Affacciata su di un lago artificiale, posizionata in un luogo accessibile principalmente con impianti di risalita, risalta subito la sua forma dodecaedrica; infatti il nome con il quale è battezzata la cappella richiama quello dell’omonimo minerale, il granato appunto, caratterizzato da una struttura dodecaedrica. La struttura in realtà è realizzata con travi in legno a diverso formato e rivestita con piastre in acciaio corten. L’oggetto architettonico disegnato da Mario restituisce quella complessa semplicità caratteristica della sua opera e della sua filosofia, quella mano magister che accompagna la sua carriera fina dalla giovane età.

An emblematic work of the production of Mario, the chapel as a place of universal spirituality (even if of a declaredly Catholic matrix) is situated at about 2000 meters above sea level, at the pass situated north of the Zillertal in the Austrian Tyrol. Overlooking an artificial lake, located in a place mainly accessible by ski lifts, its dodecahedral form immediately stands out; in fact, the name with which the chapel is named recalls that of the mineral of the same name, the garnet precisely, characterized by a dodecahedral structure. The structure is actually made of wooden beams of different sizes and covered with corten steel plates. The architectural object designed by Mario returns that complex simplicity that is characteristic of his work and of his philosophy, that magister hand that accompanies his career from a young age.

MESSICO

JAVIER SENOSIAIN

Quello che ai più potrebbe sembrare l’erede di Antoni Gaudì versione messicana, in realtà è un architetto ed uno scultore che autonomamente ha saputo reinterpretare le forme della natura per farne luoghi del vivere. Classe 1948, nato in Messico dove tutt’ora risiede, si è formato alla Facoltà di Architettura della Universidad Nacional Autónoma de México. Autore controverso, amato e odiato da critica e pubblico a seconda dei periodi, Javier non può essere definito come un Architetto alla moda. La sua principale caratteristica compositiva è l’integrazione sinuosa e formale tra il contesto e l’oggetto architettonico, il quale viene poi percepito come parte integrante del paesaggio. Libero nelle forme e nei gesti, costruisce le sue opere sfruttando una particolare variante della tecnica del calcestruzzo armato, che ricorda molto il processo di creazione dei modelli in carta pesta.

What most might seem to be the heir to Antoni Gaudì Mexican version, in reality is an architect and a sculptor who independently has been able to reinterpret the forms of nature to make them places of life. Born in 1948, born in Mexico where he still resides, he trained at the Faculty of Architecture of the Universidad Nacional Autónoma de México. Controversial author, loved and hated by critics and audiences according to the periods, Javier can not be defined as a fashionable architect. Its main compositional feature is the sinuous and formal integration between the context and the architectural object, which is then perceived as an integral part of the landscape. Free in shapes and gestures, he builds his works using a particular variant of the reinforced concrete technique, which is very reminiscent of the process of creating paper mache models.

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NAUTILUS

Si tratta della dimora privata più curiosa degli ultimi tempi. Costruita seguendo la spirale di una conchiglia, emersa naturalmente dal terreno, la casa è una perfetta sintesi di come arte, architettura e moderne tecnologie possano convivere e generare un luogo dell’abitare armonioso. L’attenzione per le particolari situazioni geografiche e climatiche la rende unica nel suo genere e non replicabile in altri ambienti con lo stesso risultato vincente. La casa affaccia completamente sul giardino esterno, creando una perfetta simbiosi con le camere, la zona giorno e gli altri ambienti. Un magistrale esempio di architettura fatta con il cuore, la mente e le mani dell’architetto, sensibile e visionario artista ed imitatore del mondo naturale.

It is the most curious private residence of recent times. Built following the spiral of a shell, emerged naturally from the ground, the house is a perfect synthesis of how art, architecture and modern technologies can coexist and generate a harmonious living place. The attention to the particular geographical and climatic situations makes it unique in its kind and can not be replicated in other environments with the same winning result. The house completely overlooks the outdoor garden, creating a perfect symbiosis with the rooms, the living area and the other rooms. A masterful example of architecture made with the heart, mind and hands of the architect, sensitive and visionary artist and imitator of the natural world.

 

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Martedì 26 Giugno – Tuesday June 26th

 

INGHILTERRA

NORMAN FOSTER

Lord Norman Robert Foster, Barone Foster of Thames Bank è l’Architetto high tech più conosciuto dell’Impero Britannico. Nato nel 1935 in una famiglia della classe operaia, abbandona gli studi in giovane età per dedicarsi alla carriera militare nella Royal Air Force. Terminata l’esperienza nell’aviazione britannica torna in patria dove  si laurea in Architettura e Pianificazione Urbana all’ Università di Manchester. Dopo aver perfezionato gli studi negli Stati Uniti, all’univeristà di Yale torna nuovamente in Inghilterra dove apre il suo primo Studio insieme a Richard e Sue Rogers e sua moglie Wendy nel 1965.  Terminata l’esperienza con ilTeam4 Norma collabora addirittura con il celeberrimo Buckminster Fuller tra il 1971 ed il 1983. Nel 2013 lo studio Fosters + Partners contava più di 400 architetti alle sue dipendenze e centinaia di milioni di dollari di fatturato.

Lord Norman Robert Foster, Baron Foster of Thames Bank is the best known high tech architect of the British Empire. Born in 1935 in a working class family, he abandoned his studies at a young age to dedicate himself to a military career in the Royal Air Force. After his experience in British aviation he returned to his homeland where he graduated in Architecture and Urban Planning at the University of Manchester. After completing his studies in the United States, Yale returns to England where he opens his first Studio together with Richard and Sue Rogers and his wife Wendy in 1965. After the experience with Team4 Norma even collaborates with the famous Buckminster Fuller between 1971 and 1983. In 2013, Fosters + Partners had more than 400 architects employed and hundreds of millions of dollars in turnover.

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BUND FINANCE CENTRE – FOSUN FOUNDATION BUILDING

L’intervento che presentiamo si tratta di un’operazione di modifica ed integrazione con l’antico, attuata lungo il fronte mare della città di Shanghai. La costruzione del centro Finanziario più importante della Cina, affidata allo studio Foster + Partners comprende anche un’edificio decisamente interessante non tanto per le sue dimensioni, quanto per la sua capacità di creare un legame tra vecchio e nuovo mondo Cinese: il FOSUN FOUNDATION BUILDING. Realizzato con la collaborazione dello studio di Thomas Heatherwick, noto designer britannico dallo stile avvenieristico e visionario, si tratta di un edificio metamorfico. Le facciate, costituite da un sistema di elementi lunghi e cilindrici installati su binari, non presentano mai lo stesso disegno durante tutta la giornata. Portatore sano di un tipo di architettura “fluida” se così possiamo definirla, l’edificio rappresenta un punto di svolta nel rapporto tra tecnologia ed architettura finora del tutto inesplorato.

The intervention we present is an operation of modification and integration with the ancient, implemented along the seafront of the city of Shanghai. The construction of the most important financial center in China, entrusted to the Foster + Partners studio, also includes a building that is very interesting not so much for its size, but for its ability to create a link between the old and the new Chinese world: the FOSUN FOUNDATION BUILDING . Made with the collaboration of Thomas Heatherwick’s studio, a well-known British designer with a futuristic and visionary style, it is a metamorphic building. The façades, consisting of a system of long and cylindrical elements installed on rails, never show the same design throughout the day. A healthy bearer of a “fluid” type of architecture, if we can define it, the building represents a turning point in the relationship between technology and architecture that has hitherto been completely unexplored.

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SANDRA BARCLAY

Nata a Lima in Perù nel 1967 può essere considerata come un architetto predestinato. Già bambina seguiva il padre, architetto e costrutture, accompagnandolo in canitere e repirando l’aria della trasformazione edilizia. Terminati gli studi dell’obbligo si iscrive alla facoltà di Architettura di Lima e poi si trasferisce a Parigi per completare la sua formazione. Nel 1994 apre, proprio a Parigi, il suo primo studio in società con Jean Crousse, suo fidato compagno anche nella vita privata. La loro parentesi Europea, durata quasi 17 anni, li vede protagonisti di progetti pubblici e privati di notevole caratura e dimensione. La svolta della loro carriera avverrà con l’affidamento in Perù della realizzazione di diverse unità residenziali lungo la costa del  Pacifico, tra cui la pluripremiata EQUIS HOUSE  a Canete. In questo progetto sono preponderanti le caratteristiche di sobrietà e pulizia formale tipiche dello stile di Sandra & Co. Tra i premi ricevuti dalla Barclay durante la sua carriera ricordiamo nel 2016 il Premio Oscar Niemeyer 2016 per il Museo della Memoria di Lima e nel 2018 il  Woman Architect of the Year Award 2018 per il PARACAS MUSEUM, progetto presentato in questa sfida.

Born in Lima in Peru in 1967, she can be considered a predestined architect. Already a child she followed her father, architect and constructions, accompanying him in caniter and repeating the air of the building transformation. After completing his compulsory education, he enrolled at the Faculty of Architecture in Lima and then moved to Paris to complete his education. In 1994 he opened his first studio in Paris with Jean Crousse, his trusted partner in private life. Their European parenthesis, which lasted almost 17 years, sees them as protagonists of public and private projects of considerable caliber and size. The turning point in their careers will come with the assignment in Peru of the construction of several residential units along the Pacific coast, including the award-winning EQUIS HOUSE in Canete. In this project the characteristics of sobriety and formal cleanliness typical of Sandra & Co. style are predominant. Among the awards received by Barclay during her career we remember in 2016 the Oscar Niemeyer 2016 Award for the Museum of Memory in Lima and in 2018 the Woman Architect of the Year Award 2018 for the PARACAS MUSEUM, a project presented in this challenge.

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PARACAS MUSEUM

Esempio unico di purezza formale e compositiva, questo progetto esprime tutto il rispetto che Sandra nutre nei riguardi degli spazi desertici. Le linee ponderate e proporzionate mantengono un rapporto elegante e simbiotico con il paesaggio circostante, senza cedere un minimo alla linea curva, tanto cara agli esponenti di un certo modo di pensare l’architettura in mimesi con la natura, Sandra mantiene costantemente il carattere antropico della sua costruzione, coferendole una sobria eleganza. Il museo è stato costruito sulle rovine del suo predecessore, crollato sotto l’effetto di un terremoto nel 2007. Nella progettazione dello spazio interno Sandra e Jean hanno sperimentato la difficile convivenza tra il labirinto, così caro alla cultura ed all’architettura precolombiana, e la spazialità fluida tipica della nostra cultura architettonica contemporanea.

A unique example of formal and compositional purity, this project expresses all the respect that Sandra has for the desert spaces. The balanced and proportionate lines maintain an elegant and symbiotic relationship with the surrounding landscape, without giving a minimum to the curved line, so dear to the exponents of a certain way of thinking architecture in mimesis with nature, Sandra constantly maintains the anthropic character of the its construction, making it sober elegance. The museum was built on the ruins of its predecessor, collapsed under the effect of an earthquake in 2007. In the design of the interior space Sandra and Jean have experienced the difficult cohabitation between the labyrinth, so dear to pre-Columbian culture and architecture, and the fluid spatiality typical of our contemporary architectural culture.

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Domunica 24 Giugno – Sunday June 24th

 

DANIMARCA

DORTE MANDRUP

Dorte Mandrup Poulsen, classe 1961 è una spigliata architetto Danese. Consegue la Laurea nel 1991 alla Aarhus School of Architecture e si specializza in scultura e ceramica tra il 1991 ed il 1992. E’ fondatrice e direttrice artistica e tecnica del suo team, la Dorte Mandrup A/S, fondata il 30 Giugno del 1999 e che ad oggi conta circa 60 impiegati. I progetti da lei curati sono totalmente eterogenei per la tipologia funzionale ma dentro ognuno si respira l’anima e la passione di Dorte. Un architetto dinamico e passionale tanto da passare agli onori delle cronache quando nel 2017 su Dezeen pronunciò la frase ”I am not a female architect. I am an architect”.

Dorte Mandrup Poulsen, born in 1961, is a sensible Danish architect. She graduated in 1991 from the Aarhus School of Architecture and specialized in sculpture and ceramics between 1991 and 1992. She is the founder and artistic director of her team, Dorte Mandrup A / S, founded on 30 June 1999 and which today has about 60 employees. The projects she has taken care of are totally heterogeneous for the functional typology but inside each one one breathes the soul and passion of Dorte. A dynamic and passionate architect, so much so as to go to the headlines when in 2017 on Dezeen he pronounced the phrase “I am not a female architect. I am an architect “.

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ICEFORD CENTRE

L’opera della Mandrup che partecipa alla competizione è un progetto non ancora realizzato. Si tratta di un magistrale esempio di architettura in luoghi difficili da insediare ed abitare come è la Groenlandia. Per adesso è ancora in fase di realizzazione ma ci si aspetta che sarà terminato entro e non oltro il 2020. L’oggetto è un gesto architettonico in pieno “deserto” dove la sfida, oltre alla sopravvivenza personale, si concretizza con il dialogo tra l’architettura e la natura incontaminata e appunto desertica dei ghiacci polari. Sicuramente è un tentativo pionieristico di portare l’eleganza in luoghi dove a regnare è la più spietata funzionalità.

Mandrup’s work that participates in the competition is a project that has not yet been realized. It is a masterly example of architecture in places difficult to establish and inhabit as Greenland is. For now it is still under construction but it is expected that it will be completed no later than 2020. The object is an architectural gesture in full “desert” where the challenge, in addition to personal survival, is realized with the dialogue between architecture and unspoiled nature and precisely the desert of polar ice. Surely it is a pioneering attempt to bring elegance to places where reigning is the most ruthless of features.

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SIMON VELEZ

Nato a Manizales nel 1949 è figlio e nipote di Architetti. Il suo legame con la tradizione è evidente nella classe delle sue opere. La svolta quando si rende conto di poter utilizzare il bamboo come un vero e proprio acciaio vegetale, semplicemente aggiungendo del cemento nelle sommità cave di ogni tronco in fase di posa. Anche se le sue opere sono da alcuni considerate al limite del “vernacolare”, Simon è stato in grado di spingere la sua ricerca oltre i limiti imposta dalla materia e dall’estetica. Ad oggi Simon ha costruito circa 200 edifici (non solo in bamboo ovviamente) sparsi in tutto il mondo e anche in Europa; la sua filosofia secondo cui l’architettura dovrebbe essere più “vegetariana” trasmette un approccio empatico e solidale con il territorio in cui l’opera andrà ad abitare. Dal 2014 lavora con la sua compagna di vita nata a New York, l’architetto Stefana Simic, nel loro studio di Bogotà.

Born in Manizales in 1949, he is the son and nephew of Architects. His link with tradition is evident in the class of his works. The turning point when you realize you can use the bamboo as a real vegetable steel, simply adding some cement in the hollow tops of each trunk during installation. Although his works are considered by some as “vernacular”, Simon has been able to push his research beyond the limits imposed by matter and aesthetics. To date, Simon has built about 200 buildings (not only in bamboo of course) spread all over the world and also in Europe; his philosophy according to which architecture should be more “vegetarian” transmits an empathetic and supportive approach with the territory in which the work will live. Since 2014 he works with his life partner born in New York, the architect Stefana Simic, in their studio in Bogotà.

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CATHEDRAL

Cathedral of Our Lady of Poverty, questo il nome completo dell’opera che si trova a Pereira, in Colombia. Costruita come soluzione temporanea durante i restauri della Cattedrale principale della città, quest’architettura è una consacrazione dell’arte di Simon. La struttura è quasi completamente realizzata in bamboo, costituita da una navata principale e da due laterali, emerge dalla natura colombiana come un fiore puro e dinamico. La leggerezza sobria e calma che trasmette l’intera struttura non manca però di richiamare alla mente le geometrie delle cattedrali gotiche europee. La popolazione, molto attenta all’aspetto spirituale della propria vita, ha accolto con entusiasmo l’opera di Velez, consacrandolo come autore attento alle esegenze anche meno materiale del vivere quotidiano.

Cathedral of Our Lady of Poverty, this is the complete name of the work in Pereira, Colombia. Built as a temporary solution during the restoration of the city’s main cathedral, this architecture is a consecration of Simon’s art. The structure is almost completely made of bamboo, consisting of a main aisle and two sides, emerging from the Colombian nature as a pure and dynamic flower. The sober and calm lightness that transmits the entire structure, however, does not fail to recall the geometries of the European Gothic cathedrals. The people, very attentive to the spiritual aspect of their life, enthusiastically welcomed the work of Velez, consecrating him as an author attentive to even less material exigencies of everyday life.

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Venerdì 22 Giugno – Friday June 22th

PORTOGALLO

ALVARO SIZA

Nato nel 1933 a Matosinhos, una ridente cittadina sull’oceano Atlantico a pochi chilometri da Porto, con il nome di Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira, studia alla Scuola Superiore di Belle Arti di Porto nella quale si laurea nel 1955. Dopo una carriera da costruttore di tutto rispetto, si dedica all’insegnamento diventando professore in diverse Università internazionali, per concentrarsi successivamente alla Cattedra di Costruzioni dell’Università di Porto. Nel 1992 è stato premiato con il Pritzker Prize.  Il suo lavoro è costellato di numerose varianti al suo stile sobrio e minimale; dalla casa privata al grande complesso per uffici, edifici sacri, centri culturali e complessi sportivi.

Born in 1933 in Matosinhos, a charming town on the Atlantic Ocean, a few kilometers from Porto, with the name of Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira, he studied at the Porto Superior School of Fine Arts in which he graduated in 1955. After a career of a respectable builder, he devoted himself to teaching and became a professor at various international universities, to then focus on the Department of Construction at the University of Porto. In 1992 he was awarded the Pritzker Prize. His work is dotted with numerous variations to his sober and minimal style; from the private house to the large office complex, sacred buildings, cultural centers and sports complexes.

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PADIGLIONE DEL PORTOGALLO – EXPO di LISBONA 1998

L’opera più rappresentativa di questo grande Architetto è appunto il padiglione di accesso all’Esposizione Internazionale del 1998 che si è tenuta proprio a Lisbona. L’elemento caratteristico è la sua copertura “sottile” che ripercorre la curva tipica di un lenzuolo, realizzata in calcestruzzo e rivestita di piastrelle ceramiche. La forma molto semplice e spontanea della copertura nasconde una sensibilità strutturale e costruttiva tipica di tutta l’opera di Alvaro. La copertura e il porticato che apparentemente la sostiene sono in realtà completamente autonome dal punto di vista strutturale, così da poter garantire una corretta risposta alle sollecitazioni sismiche frequenti nella zona di Lisbona.

The most representative work of this great architect is precisely the pavilion for access to the 1998 International Exposition which was held in Lisbon. The characteristic element is its “thin” covering that retraces the typical curve of a sheet, made of concrete and covered with ceramic tiles. The very simple and spontaneous form of the cover hides a structural and constructive sensitivity typical of all the work of Alvaro. The roof and the porch that apparently supports it are actually completely autonomous from the structural point of view, so as to guarantee a correct response to the frequent seismic stresses in the Lisbon area.

COREA DEL SUD

SEUNG H-SANG

La Corea del Sud partecipa a questa gara con il Primo Architetto della città di Seoul tra il 2014 ed il 2016. Classe 1952 dopo gli studi terminati in Corea, Seung si trasferisce in Austria dove continua la carriera accademica diplomandosi a Vienna alla Technische Universitaet. Discepolo attento del suo maestro Kim Swoo Geun ne ha saputo sintetizzare gli insegnamenti concretizzandoli nella sua produzione architettonica ed editoriale. Dal 1989 infatti è fondatore ed anima combattente del suo studio IROJE con il quale continua il suo percorso di ricerca e produzione di ogni aspetto del fare architettura.

South Korea participates in this competition with the First Architect of the city of Seoul between 2014 and 2016. Born in 1952 after his studies in Korea, Seung moved to Austria where he continued his academic career, graduating from the Technische Universitaet in Vienna. An attentive disciple of his teacher Kim Swoo Geun has been able to synthesize the teachings by making them concrete in his architectural and editorial production. Since 1989 he has been the founder and fighter soul of his IROJE studio, with whom he continues his research and production process of every aspect of architectural practice.

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TEOCHON HOUSE

L’opera che presentiamo in questa sfida è una residenza minimale e particolare. Caratterizzata da una pianta libera, quasi slegata ed organizzata su diversi livelli ed in diversi corpi di fabbrica. E’ caratterizzata dalla semplicità geometrica e dalla quasi totale assenza di elementi decorativi evidenti. La sua sincerità compositiva e razionale si scontra leggermente con il carattere del paesaggio circostante, facendo risaltare la villa nel contesto in cui è inserita. Il colore della muratura è il bianco che garantisce uno sfondo ottimale per i colori della natura . Il legno, la pietra, la vegetazione e l’acqua trovano posto in questa residenza privata secondo uno stile razionale e rettangolare.

The work we present in this challenge is a minimal and particular residence. Characterized by a free plant, almost untied and organized on different levels and in different buildings. It is characterized by geometric simplicity and by the almost total absence of evident decorative elements. Its compositional and rational sincerity slightly clashes with the character of the surrounding landscape, making the villa stand out in the context in which it is inserted. The color of the masonry is white that guarantees an optimal background for the colors of nature. Wood, stone, vegetation and water find their place in this private residence according to a rational and rectangular style.

 

SPAGNA (92) – IRAN (76) 

Mercoledì 20 Giugno – Wednesday June 20th

SPAGNA

SANTIAGO CALATRAVA

L’architetto Spagnolo, ma naturalizzato Svizzero, ci ha sempre abituati allo stupore ed all’ardore generato  delle sue forme. Dopo aver completato gli studi in architettura ed ingegneria civile inizia la sua carriera professionale aprendo uno studio a Zurigo. Autore di opere pubbliche in tutto il pianeta, per Calatrava il ponte rappresenta la massima sintesi tra architettura, struttura e funzione. Nel 1995 sostiene l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere in Italia, nella provincia di Frosinone ed ottiene così l’abilitazione a progettare le sue opere nel nostro paese. Nel 1999 sostiene lo stesso esame ad Austin, in Texas, superando anche questo. Nel 2011 viene nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

The Spanish architect, but a Swiss national, has always accustomed us to the amazement and the ardor generated by his forms. After completing his studies in architecture and civil engineering he began his professional career by opening a studio in Zurich. Author of public works all over the planet, for Calatrava the bridge represents the maximum synthesis between architecture, structure and function. In 1995 he supported the state exam for the qualification to practice as an engineer in Italy, in the province of Frosinone, and thus obtained the qualification to design his works in our country. In 1999 he supported the same exam in Austin, Texas, overcoming this too. In 2011 he was appointed a member of the Pontifical Council for Culture.

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MEDIOPADANA STATION

Il progetto selezionato per questa sfida è la STAZIONE DI BOLOGNA E REGGIO EMILIA AV MEDIOPADANA, discussa quanto elegante creazione del maestro Spagnolo su suolo Italiano. Funzionalmente parlando la stazione servirà da nodo di interscambio tra la linea ad alta velocità e le reti ferroviarie locali. E’ chiaramente visibile dall’autostrada che da Milano conduce a Venezia e sicuramente se ne può apprezzare lo stile ipnotico che la caratterizza. Il Bianco domina incontrastato tutta la struttura, mettendone in risalto l’aspetto formale marcatamente modulare. Come molte sue opere Santiago ha scelto di mettere in risalto la componente muscolare della sua visione dell’architettura.

 The project selected for this challenge is the STATION OF BOLOGNA AND REGGIO EMILIA AV MEDIOPADANA, discussed as elegant creation of the Spanish master on Italian soil. Functionally speaking, the station will serve as an interchange node between the high-speed line and the local rail networks. It is clearly visible from the highway that leads from Milan to Venice and certainly you can appreciate the hypnotic style that characterizes it. White dominates the entire structure undisputed, highlighting its markedly modular form. Like many of his works, Santiago has chosen to highlight the muscular component of his vision of architecture.

IRAN

FARSHID MOUSSAVI

Nata in Iran nel 1956 e trasferitasi in giovane età in Inghilterra l’architetto Moussavi si distingue, oltre per la raffinatezza delle sue composizioni, anche per la sua attenta e selezionata produzione culturale. Laureata con un Master alla Harvard University school of Design, all’inizio della sua carriera ha collaborato con il Renzo Piano Building Workshop e con l’ Office of Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolas, cofondatrice del Foreing Office Architect (FOA) nel 2011 il Fashid Moussavi Architects (FMA). Autrice dei tre interessanti saggi sulla composizione architettonica ed il design: Function of Ornament (2006) – The Function of Form(2009) – The Function of Style (2015) .

Born in Iran in 1956 and moved to a young age in England, the architect Moussavi stands out, not only for the refinement of his compositions, but also for his careful and selected cultural production. Graduated with a Master’s degree from Harvard University School of Design, at the beginning of her career she collaborated with the Renzo Piano Building Workshop and with the Office of Metropolitan Architecture (OMA) of Rem Koolas, co-founder of the Foreing Office Architect (FOA) in 2011 the Fashid Moussavi Architects (FMA). Author of the three interesting essays on architectural composition and design: Function of Ornament (2006) – The Function of Form (2009) – The Function of Style (2015).

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LA FOLIE DIVINE

Il progetto in gara riguarda la realizzazione di una complesso residenziale nelle vicinanze della città di Montpellier, caratterizzato dalle linee fluide e leggermente sfasate che trasmettono un profondo senso di quiete. L’esito della concorso che ha portato all’affidamento dell’incarico alla Moussavi ha dato il via alla fase dei lavori nel 2014, con la realizzazione del primo condominio di 11 piani, inizio di un master plan che comprende 12 nuovi edifici nel distretto di Port Marianne.

The project in question concerns the construction of a residential complex near the city of Montpellier, characterized by fluid and slightly out-of-focus lines that convey a deep sense of quiet. The outcome of the competition that led to the assignment to Moussavi started the construction phase in 2014, with the construction of the first 11-storey condominium, the beginning of a master plan that includes 12 new buildings in the district of Port Marianne.

 

GIAPPONE (114) – GERMANIA (59) 

Lunedì 18 Giugno – Monday June 18th

GIAPPONE

TADAO ANDO

Nato ad Osaka nel 1941, vive l’infanzia e l’adolescenza cresciuto dai nonni. Sotto l’influsso del fratello gemello decide di tentare la carriera come pugile professionista, ma poi decide di fare il camionista. Architetto autodidatta, apprende il mestiere osservando il lavoro dei capo mastro che frequentano il suo quartiere. Le sue caratteristiche di purezza formale e integrazione con la natura sono il frutto della continua ricerca dell’equilibrio tra l’opera dell’uomo e l’opera della natura. Nel 2002 gli viene conferita la laurea honoris causa dall’Università La Sapienza di Roma mentre nel 2013 viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

 Born in Osaka in 1941, he lives his childhood and adolescence grown by his grandparents. Under the influence of his twin brother decides to try his career as a professional boxer, but then decides to become a truck driver. Self-taught architect, he learns the trade by observing the work of the master bosses who frequent his neighborhood. Its characteristics of formal purity and integration with nature are the result of the continuous search for balance between the work of man and the work of nature. In 2002 he was awarded an honorary degree by the University La Sapienza of Rome while in 2013 he was awarded the title of Grand Officer of the Order of the Star of Italy.

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THE HILL OF THE BUDDAH

Questo imponente quanto silenzioso santuario, situato nella città di Sapporo, rappresenta la sintesi dell’opera di Ando in un solo luogo; il rapporto con il sacro, la natura e la geometria semplice si fondono dando alla luce questo esempio di coerenza scenografica e funzionale. L’enorme Statua del Buddah che affiora dalla cima della collina è stata la prima pietra del santuario; intorno a questa imponente rappresentazione è stata poi costruita la cupola che delimita lo spazio dedicato al sacro, creando un confine impercettibile tra l’opera dell’uomo e la presenza della divinità.

This imposing and silent sanctuary, located in the city of Sapporo, represents the synthesis of Ando’s work in one place; the relationship with the sacred, nature and simple geometry merge giving birth to this example of scenographic and functional coherence. The huge Buddha statue that emerges from the top of the hill was the foundation stone of the sanctuary; around this impressive representation was then built the dome that delimits the space dedicated to the sacred, creating an imperceptible border between the work of man and the presence of divinity.

 

GERMANIA

JURGEN MAYER

Controverso e misterioso l’architetto Teutonico è un progettista senza mezzi termini. La sua ventennale carriera lo ha visto protagonista di numerosi progetti in tutto il pianeta. Dagli spazi pubbici ai luoghi privati dell’abitare lo stile di Jurgen nasconde sempre un filo conduttore sottile, a volte impercettibile, che si trasforma in apparenti virtuosismi, traducendosi però in gesti architettonici concreti e riconoscibili. Titolare e fondatore dello studio nel 1996, si aggiungo alla squadra di progettisti Andre Santer e Hans Schneider nel 2014 cambiando il nome in J. Mayer H. und Partner, Architekten.

Controversial and mysterious, the architect Teutonico is a designer without half terms. His twenty-year career has seen him protagonist of numerous projects all over the planet. From the public spaces to the private places of living, Jurgen’s style always hides a subtle, sometimes imperceptible, thread that turns into apparent virtuosity, but translates into concrete and recognizable architectural gestures. Owner and founder of the studio in 1996, he joined the team of designers Andre Santer and Hans Schneider in 2014, changing the name to J. Mayer H. und Partner, Architekten.

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METROPOL PARASOL

L’opera in gara è un’intervento abbastanza recente nella piazza della Incarnazione a Siviglia. La personalità di Mayer trasuda da ogni bullone dell’imponente quanto leggera struttura che “ombreggia” una delle piazza più belle della capitale Andalusa. Come un’oggetto alieno venuto da una dimensione temporale diversa dalla presente e dalla passata scenografia della piazza, il Metropol Parasol, ironicamente, nasconde tra le sue armoniose geometrie parametriche anche luoghi pubblici e privati frequentati giorno e notte dai cittadini. Dopo un leggero ritardo sui tempi ed un’incremento vertiginoso del preventivo presentato a base di gara si sono risolte le problematiche strutturali che hanno causato notti insonni alla municipalità di Siviglia ed alla società di ingegneria che si occupava delle verifiche.

The work in competition is a fairly recent intervention in the square of the Incarnation in Seville. The personality of Mayer exudes from every bolt of the imposing as light structure that “shades” one of the most beautiful square of the Andalusian capital. Like an alien object coming from a temporal dimension different from the present and from the past scenography of the square, the Metropol Parasol, ironically, hides among its harmonious parametric geometries also public and private places frequented day and night by the citizens. After a slight delay on the times and a dizzying increase in the quotation presented on the basis of the tender, the structural problems that caused sleepless nights at the Seville municipality and the engineering company responsible for the checks were resolved.

BRASILE (78) – RUSSIA (100) 

Sabato 16 Giugno – Thursday, June 16th

BRASILE

MARCIO KOGAN

Figlio d’arte, se così lo si può definire, dell’Ingegner Aron Kogan, Marcio si laurea nel 1976 alla scuola di Architettura ed Urbanistica della University Presbyterian Mackenzie, una famosa Università privata di Sao Paolo. La sua passione per l’Architettura ha sempre convissuto con il suo amore per la cinematografia, coltivato insieme all’amico e collega Isay Weinfeld. La coppia Kogan-Weinfeld ha prodotto una ventina circa di corti in super 8 tra gli anni ’70 e ’80, ricevendo onori di critica e pubblico. La carriera di Marcio come Architetto prende il volo negli anni ’90 quando progetta insieme a Weinfeld il Fasano Hotel di Sao Paolo. Attualmente è fondatore e titolare dello studio MK27.

Son of art, if you can define it so, of Engineer Aron Kogan, Marcio graduated in 1976 at the School of Architecture and Urbanism of the University Presbyterian Mackenzie, a famous private University of Sao Paolo. His passion for architecture has always coexisted with his love for cinematography, cultivated together with his friend and colleague Isay Weinfeld. The couple Kogan-Weinfeld produced about twenty shorts in super 8 between the ’70s and’ 80s, receiving critical and public honors. Marcio’s career as an architect took off in the 1990s when he designed the Fasano Hotel in Sao Paolo together with Weinfeld. He is currently the founder and owner of the MK27 studio.

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DECAMERON

Il progetto decameron riguarda un negozio di arredamento di lusso situato nella via del Design di Sao Paolo. Si tratta di una contaminazione architettonica, tra colori, forme e container che a prima vista possono stonare con il contesto generale. Il gusto carioca dell’opera si percepisce dalla vivacità dei colori combinata alla purezza ed alla semplicità delle forme. L’aspetto quasi brutale dell’esterno si pone in contrasto con l’organizzazione degli spazi del negozio, nel quale è stato ricavato un giardino interno, un luogo ideale per ritrovare la pace e far incontrare designer e committenti.

 The decameron project concerns a luxury furniture store located in the Sao Paulo design street. It is an architectural contamination, between colors, shapes and containers that at first glance may be out of tune with the general context. The carioca taste of the work is perceived by the vivacity of the colors combined with the purity and simplicity of the forms. The almost brutal appearance of the exterior contrasts with the organization of the store’s spaces, in which an internal garden has been created, an ideal place to rediscover peace and bring together designers and clients.

RUSSIA

VLADIMIR PLOTKIN

Nato nel 1955 a Leningrado ( oggi Sanpietroburgo) col nome di Vladimir Plotkin  Ionovich si laurea in Architettura all’istituto Politecnico della Bielorussia nel 1980. La sua carriera accademica è tanto splendente quanto quella professionale, che lo vede come costruttore di numerosissimi edifici pubblici di grande scala, di ospedali e di grandi spazi urbani. Professore della International Academy of Architecture attualmente è Executive Partner dello studio CU Reserve, con il quale costruisce e gestisce prestigiose opere architettoniche in tutto il mondo.

Born in 1955 in Leningrad (today St. Petersburg) under the name of Vladimir Plotkin Ionovich graduated in Architecture at the Polytechnic Institute of Belarus in 1980. His academic career is as bright as the professional one, which sees him as a builder of many large public buildings scale, hospitals and large urban spaces. Professor of the International Academy of Architecture, he is currently Executive Partner of the CU Reserve studio, with which he builds and manages prestigious architectural works all over the world.

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Zaryadye Park Embankment

Si tratta di una trasformazione integrale di un’area molto estesa dell’argine del fiume Moscowa, attraverso la quale è stato rigenerato un intero territorio con l’obbiettivo di renderlo fruibile in larga scala. Le diverse fasi del progetto sono ben descritte nel sito dello studio CU Reserve dove sono evidenziate anche le aspettative che la municipalità di Mosca ha investito nella trasformazione di questa parte dell’argine. L’opera più ardita e coraggiosa del complesso è la passerella pedonale a sbalzo sul fiume Moscowa. Un progetto da record che è stato realizzato in soli due anni ( dal 2015 al 2017), dal design avvenieristico e dalle forme molto sensuali.

It is a complete transformation of a very large area of ​​the Moscowa embankment, through which an entire territory has been regenerated with the aim of making it accessible on a large scale. The different phases of the project are well described in the CU Reserve study site, where the expectations that the Moscow municipality has invested in transforming this part of the embankment are also highlighted. The most daring and courageous work of the complex is the pedestrian walkway embossed on the Moscow River. A record-breaking project that was carried out in just two years (from 2015 to 2017), with futuristic design and very sensual forms.

FRANCE (96) – NIGERIA (113) 

Giovedì 14 Giugno – Thursday, June 14th

FRANCIA

JEAN NOUVEL

Architetto, designer e urbanista Francese classe 1945; nel 1980 è tra i fondatori del Sindacato per l’architettura e la sua produzione si configura in netto contrasto con l’approccio accademico del fare architettura. Insignito di numerosi premi ed onoreficenze, è da tutti considerato un esploratore formale e culturale. Nel 2008 è stato insignito del Pritzker Prize  alla carriera, consacrato come uno dei maestri della contemporaneità. Attualmente è il titolare dello studio Atelier Jean Nouvel.

French architect, designer and urban planner, born in 1945; in 1980 he was one of the founders of the Syndicate for architecture and his production was in stark contrast to the academic approach of architecture. Awarded numerous prizes and honors, he is considered by all to be a formal and cultural explorer. In 2008 he was awarded the Pritzker Prize for his career, consecrated as one of the masters of modernity. He is currently the owner of the Atelier Jean Nouvel studio.

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LOUVRE DI ABU DABI

Il progetto con cui affronta la sfida mondiale è del 2015 e si configura come un esperimento formale e compositivo, dove l’acqua gioca un ruolo predominante e perenne. Secondo l’architetto attraverso l’acqua si possono mitgare con rigore e potenza gli spaventosi sbalzi termici che caratterizzano la zona e che , generalmente, non consentono uno sviluppo armonioso delle attività umane. Un progetto fondato sul simbolo eterno del mondo Arabo, la cupola;  il museo si sviluppa per il 90% della sua superficie sulle acque, restituendo nel riflesso un’immagine potente e suggestiva dell’intero complesso.

The project with which it faces the global challenge is 2015 and is configured as a formal and compositional experiment, where water plays a predominant and perennial role. According to the architect, through the water the frightful temperature changes characterizing the area can be mitigated with rigor and power and that, generally, they do not allow a harmonious development of human activities. A project based on the eternal symbol of the Arab world, the dome; the museum develops for 90% of its surface on the water, returning in the reflection a powerful and suggestive image of the whole complex.

NIGERIA

KUNLE’ ADEYEMI

Architetto ed Urbanista Nigeriano, nato e cresciuto nella città di KADUNA, studia Architettura all’Università di Lagos. Nel 2005 ha ricevuto un Post-professional degree presso la scuola di Architettura della Princeton University, dove ha studiato con Peter Eisenman il ruolo dell’economia globale nella rapida urbanizzazione delle città Africane, concentrandosi principalmente su Lagos. Attualmente è il titolare dello studio NLE’. Da molti è considerato un pioniere, per la sua continua ricerca dell’equilibrio tra progetto architettonico, progetto urbano e qualità della vita.

Nigerian Architect and Urbanist, born and raised in the city of Kaduna, he studied Architecture at the University of Lagos. In 2005 he received a post-professional degree from the Princeton University’s School of Architecture, where he studied with Peter Eisenman the role of the global economy in the rapid urbanization of African cities, focusing mainly on Lagos. He is currently the owner of the NLE ‘studio. For many it is considered a pioneer, for its continuous research of the balance between architectural project, urban project and quality of life.

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MAKOKO FLOATING SCHOOL

Il suo progetto più spettacolare e visionario è la scuola galleggiante costruita per i bambini della comunità di Makoko nei sobborghi di Lagos. L’edificio è stato completato nel 2013 e dopo soli tre anni è rimasto danneggiato dal forte vento. Una versione del progetto è stata esposta alla Biennale di Venezia con il nome di MFII, vincendo il Leone d’Argento. Lo studio NLE’ porterà MFII a Makoko per sostituire il prototipo danneggiato. Attualmente la municipalità di Lagos sta elaborando un piano di consolidamento e rigenerazione urbana di tutte le comunità poste sul waterfront della città, compresa la comunità di Makoko. Il progetto è stato candidato nel 2014 al Design of the Year award.

His most spectacular and visionary project is the floating school built for the children of the Makoko community in the suburbs of Lagos. The building was completed in 2013 and after only three years it was damaged by the strong wind. A version of the project was exhibited at the Venice Biennale with the name of MFII, winning the Silver Lion. The NLE study will bring MFII to Makoko to replace the damaged prototype. Currently, the municipality of Lagos is developing a plan of consolidation and urban regeneration of all the communities located on the city’s waterfront, including the community of Makoko. The project was nominated in 2014 for the Design of the Year award.

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