Architetture Viventi: gli alberi monumentali, patrimonio d’Italia

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Nel periodo estivo gli incendi boschivi sono sempre più frequenti. Ettari di “polmoni” vengono consumati ogni anno, ormai a tutte le latitudini. Soltanto nell’estate del 2019, le zone colpite sono state: Canada, Siberia, Groenlandia, Alaska, Alberta, tutte in prossimità del Circolo Polare Artico. (National Geographic)

Il problema ha assunto dimensioni globali, ma le soluzioni potrebbero arrivare da strategie locali.

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La quercia di Dalechamp di Supersano (Lecce)

2734.

Questo è il numero degli alberi secolari d’Italia, ritenuti a tutti gli effetti Monumenti del Patrimonio Artistico Nazionale. Tronchi imponenti che con i loro intrecci non hanno nulla da invidiare alle grandi costruzioni dell’uomo, cattedrali fatte di rami e radici.

L’importanza di queste straordinarie Architetture Naturali è stato ben descritto dall’Università della Tuscia in un articolo dal titolo “Alberi monumentali: beni culturali e ambintali da sostenere nel tempo e nello spazio”:

” l’albero monumentale, proprio come i monumenti degli uomini è nel contempo archivio (botanico), testimonianza (di resilienza) e riserva (di biodiversità). Riconoscere gli alberi monumentali come beni naturali (architetture viventi) significa riconoscere il patrimonio artistico naturale alla stregua del patrimonio artistico antropico”.

A regolamentare la tutela e la salvaguardia degli alberi secolari italiani è arrivata l’importante legge 10/2013 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) cui è seguito il decreto del 23 ottobre 2014. Un riconoscimento fondamentale per il valore botanico e paesaggistico di opere naturali che rivestono una rilevante importanza storica, culturale e in alcuni casi, anche religiosa.

 

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La sequoia gigante di Longarone (Belluno)

Danneggiare o abbattere questi monumenti prevede sanzioni dai 5 mila ai 100 mila euro e nell’ultimo aggiornamento dell’elenco sono state approvate 332 nuove iscrizioni da Lazio, Lombardia, Molise e Sardegna. I parametri per richiedere il riconoscimento di stato di “albero monumentale” va dalla valutazione della storia a dimensioni, età, rarità botanica e valore paesaggistico.

Un’ottima idea per una vacanza alternativa, ma sopratutto un’importante occasione per tutelare il nostro patrimonio arboreo. E se il vostro vecchio albero vicino a casa non compare nell’elenco amatelo e segnalatelo.

 

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La farnia di Malga Costa a Borgovalsugana (Trento)

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