Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

disORDINE20

Care Colleghe e cari Colleghi,

Architetti, Ingegneri, Geometri, Imprese Edili,

Siamo arrivati ad un punto di rottura. Il governo Italiano è stretto nella morsa dell’indecisione, tra emergenza sanitaria e pressione del mondo produttivo.

Noi lavoratori siamo allo sbando, confusi dall’inettitudine dei Generali che stanno affrontando questa emergenza con la stessa superbia e con la stessa superficialità che hanno dimostrato in tempo di pace. Adesso siamo in guerra. Lo ripetono i media, lo ripetono le istituzioni, lo vediamo con i nostri occhi. Negozi chiusi, città fantasma, animate soltanto dalla nostra presenza che, terrorizzati dal virus e dalla povertà allo stesso tempo, tiriamo avanti la nostra attività navigando a vista.

Dall’inizio di questa guerra siamo stati in silenzio, aspettando una risposta certa e chiara da parte delle istituzioni, una tutela sociale e legale che ancora non vediamo, e che probabilmente non vedremo mai.

In guerra si prendono decisioni impopolari, si contano i morti, si soccorrono i feriti. In guerra si resta uniti contro il nemico, in questo caso un maledetto virus contro il quale nessun carrarmato può nulla. Per vincere questa guerra possiamo fare affidamento solo sull’arma del distanziamento sociale, che prevede a rigor di logica, l’isolamento di tutti nelle proprie abitazioni per un periodo non determinabile ad oggi.

In tutto questo i cantieri non si sono mai fermati.

Non vi è tutela economica da parte del governo, da parte del nostro ordine professionale e da parte della nostra previdenza sociale.

Ci è stato detto che la vita di un Architetto vale 5000 euro.. soldi che non bastano neanche per la ristrutturazione di un bagno; che gli indennizzi una tantum (?) stanziati dal governo spettano a tutti i liberi professionisti tranne che a noi e che verranno stanziati 100 milioni di euro per architetti ed ingegneri i quali, suddivisi per tutti gli iscritti ammontano a poco più di qualche spicciolo a persona. 

In tutto questo le tasse, le iscrizioni agli ordini e le assicurazioni dovranno essere comunque pagate.

In poche parole ci hanno dimenticati.

Nonostante tutto noi andiamo avanti. Abbiamo modificato il nostro modo di lavorare, eliminato gli spostamenti e tramutato le riunioni con clienti e colleghi in videoconferenze. Portare avanti la professione attraverso lo Smart Working è diventata l’unica strada sicuramente percorribile e probabilmente diventerà l’unico metodo di lavoro del nostro futuro.

Esistono però alcune mansioni che non possono essere gestite ed eseguite da casa; basti pensare alla direzione lavori, al coordinamento della sicurezza o più semplicemente all’esecuzione di un banalissimo rilievo. 

Ma allora come possiamo esercitare con professionalità e sicurezza il nostro mestiere? 

Come liberi professionisti, ma soprattutto come liberi esseri umani, lavoratori, padri e madri, siamo favorevoli alla chiusura delle attività nei cantieri privati e non indispensabili su tutto il territorio nazionale, perché solo in questo modo è possibile tutelare i lavoratori e l’intera salute pubblica. Allo stesso modo però, è necessaria una tutela economica, da parte di tutte quelle istituzioni o enti che non hanno nessun problema a presentarci il conto alla fine dell’anno. 

Architetto #tieniDURO e cerca di non estinguerti.

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